PENSIERO LUCE

E' una breve riflessione settimanale sulla Parola di Dio.
Offre uno spunto per illuminare la nostra giornata festiva
e la nostra settimana.


2019/20 Anno A - VI Domenica T. Ordinario - Domenica 16 febbraio
(14/02/2020)
Sir 15,16-21; Sal 118; 1Cor 2,6-10; Mt 5,17-37
L'uomo creato da Dio a sua immagine e somiglianza anela continuamente verso la libertà come sommo bene che lo caratterizza di fronte a tutte le altre creature. Eppure spesso questa nobile qualifica viene barattata con cose e situazioni, che rendono l'uomo schiavo, allontanandolo dal progetto di Dio. Gesù è venuto a riportare l'uomo nella sua bella condizione primordiale, certamente non abbattendo le regole già conosciute, ma riconfermandole come vera opportunità per testimoniare l’amore per Dio e per i fratelli. Il “ma io vi dico” sarebbe più significativo tradurlo con “io ora vi dico”. È l’ora della presenza “unica” di Dio attraverso il Cristo il quale annuncia e attua una Parola Divina: un amore che dal cuore di Dio va al cuore dell’uomo.
2019/20 Anno A - V Domenica T. Ordinario - Domenica 09 febbraio
(08/02/2020)
Is 58,7-10; Sal 111; 1Cor 2,1-5; Mt 5,13-16
Il sale e la luce sono i due elementi ricordati oggi nel Vangelo, che sottolineano la natura della presenza della Chiesa nel mondo, di fronte al quale essa si presenta con la fedeltà al messaggio di Cristo Gesù. Inoltre si fa portatrice di quei valori che Cristo ha richiamato e che possiamo considerare perenni. I discepoli di Gesù infatti sono i garanti della nuova alleanza, sancita con il sangue di Cristo. Questa è la comunità di quelli che hanno scelto di essere “beati” come il vangelo propone e si sforzano di mantenersi fedeli a questo impegno, esercitando le opere proprie dei figli di Dio e rendendo possibile la liberazione dell'umanità dalla sua atavica condizione di peccato. È la presenza del Regno di Dio sulla terra.
2019/20 Anno A - Candelora - IV Domenica T. Ordinario - Domenica 02 febbraio
(01/02/2020)
Ml 3,1-4; Sal 23; Eb 2,14-18; Lc 2,22-40
La verità di un incontro avviene solo se si è sinceri. Nella falsità nessun incontro potrà dirsi vero. È questo il fallimento di tanti incontri ad ogni livello: politico, economico, finanziario, ecclesiale, ecumenico. Manca in essi la ricerca della sincera volontà di Dio. Spesso si è alla ricerca del solo tornaconto personale, del guadagno, dello sfruttamento… Se abbiamo un atteggiamento sincero e desideriamo un incontro vero, libero, rispettoso, allora sì, costruiamo qualcosa di bello e buono per tutti. Gesù al Tempio vuole essere l’autentica verità per gli uomini che attendono, che sono alla ricerca, che desiderano incontrare nella sincerità quel Dio che in Cristo si rivela. E Cristo Gesù si offre, si mostra si fa abbracciare nella Verità.
2019/20 Anno A - III Domenica T. Ordinario - Domenica 26 gennaio 2020
(25/01/2020)
Is 8,23b – 9,3; Sal 26; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23
Tutti gli uomini anelano a possedere una pace vera e stabile. Il benefattore di questo immenso dono è già venuto al mondo, eppure noi continuiamo ad ignorarlo, cercando di costruire la felicità con le sole nostre mani. E così ci affidiamo a programmi fondati sul progresso, sul denaro e sul potere, mentre non ci si rende conto che tutto ciò altera i rapporti e favorisce la disgregazione. E quando qualche profeta cerca di destarci dal torpore preferiamo non ascoltarlo, oppure sbarazzarci della sua scomoda presenza. La storia si ripete con puntualità. Per potere far parte del Regno inaugurato da Gesù è necessario mettersi alla sua scuola, abbandonando tutte le nostre sicurezze, per correre il rischio dell'avventura garantita dalla Parola di Cristo.
2019/20 Anno A - II Domenica T. Ordinario - Domenica 19 gennaio 2020
(18/01/2020)
Is 49,3.5-6; Sal 39; 1Cor 1,1-3; Gv 1,29-34
San Giovanni Battista presenta Gesù come il Salvatore degli uomini, inviato da Dio a «togliere il peccato del mondo». Fin dall'inizio del vangelo viene delineata con chiarezza la missione di Cristo, rivelatore del cuore di Dio, perché gli uomini possano ritrovare la strada di ritorno alla casa del Padre. Infatti lungo il cammino della vita si è incuneato il peccato, che ostacola l'uomo, impedendogli di raggiungere la meta e creandogli intorno una serie innumerevole di illusioni idolatriche. Gesù è venuto per ricondurre gli uomini verso la verità, testimoniata nel servizio pronto e disponibile alla volontà del Padre. Porsi alla sequela di Cristo significa mettersi costantemente in cammino con Lui e conseguire il desiderio di attuare un mondo nuovo.

2019/20 Anno A - Battesimo di Gesù - Domenica 12 gennaio 2020
(11/01/2020)
Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17
Tutta la vita di Gesù è stata una costante “immersione” nella volontà del Padre, ufficialmente dichiarata dalla voce che lo conferma “Figlio prediletto”, causa di “compiacenza”, venuto in terra a “rifare” gli uomini dopo il peccato, ossia dopo il rifiuto della volontà di Dio, per riportarli all’intimità dell’amore di Dio. La missione affidata al Figlio deve passare attraverso la prova della croce, che diventa la Sua dimostrazione concreta di obbedienza pronta e disponibile alla volontà del Padre. Per questo il Battesimo di Gesù è un grande insegnamento per noi cristiani, rinati alla vita divina dopo essere morti al peccato, per continuare ad esistere nell’amore che salva. Così con il battesimo anche noi siamo immersi nella volontà ed amore del Padre.
2019/20 Anno A - II Domenica dopo Natale - Domenica 05 gennaio 2020
(04/01/2020)
Sir 24,1-4.12-16; Sal 147; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18
“In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno accolta". Le tenebre sono quella parte di noi che non riesce a lasciare spazio alla Luce che dona vita. Quella parte che si lascia prendere da pensieri negativi su di sé e sulla vita, quell'angolo di cuore che non riesce a guardare alle cose belle e vede tutto buio. Non a caso spesso chiamiamo "periodi bui" i momenti faticosi. Ma la luce vince sempre, ricordiamocelo! Se in una stanza buia lasciamo un lumino acceso, già solo quello ci indica la direzione... pensiamo alle uscite di emergenza! Sì, Dio è la nostra luce di emergenza! Quella che ci lascia la libertà di movimento. Quella che ci lascia lo spazio di dare vita a ciò che siamo.
2019/20 Anno A - Santa Famiglia - Domenica 29 dicembre 2019
(28/12/2019)
Sir 3,3-7.14-17a (NV); Sal 127; Col 3,12-21; Mt 2,13-15.19-23
La famiglia è l'istituzione fondamentale, che normalizza tutto il convivere sociale. È importante allora fornirle tutto lo spazio e l'attenzione necessaria che merita, per sostenerla lungo il cammino, che diventa ogni giorno più difficile. Infatti il ruolo della famiglia è indispensabile come momento educativo e di aggregazione. In fondo, dal modo in cui ci collochiamo di fronte alla famiglia dipende il nostro progetto di vita. Presentandoci la Sacra Famiglia di Nazareth, la liturgia ci induce a domandarci: che cos'è veramente la famiglia? Liberandoci da immagini troppo sdolcinate, spesso usate per presentare la Sacra Famiglia, lasciamoci interrogare dallo stile della famiglia di Nazareth per scendere poi a confrontare le nostre famiglie.
2019/20 Anno A - IV Domenica di Avvento - Domenica 22 dicembre 2019
(21/12/2019)
Is 7,10-14; Sal 23; Rm 1,1-7; M7 1,18-24
Dopo aver incontrato certe persone la nostra vita non può essere più quella di prima. Le loro parole ci fanno capire l'incongruenza delle nostre azioni. Ma soprattutto lo stile della loro vita suona come un vero rimprovero per il nostro modo di comportarci. Spesso infatti risulta trascurabile tutto quello che prima appariva importante, mentre diventa importante quello che prima era sconosciuto. Così è incontrando e conoscendo Gesù! E allora il mondo che nasce da questa presa di coscienza deve essere veramente nuovo, ripensato sulle proposte della Parola di Dio e sul valore della fede, che esige accoglienza e piena disponibilità, come l'esempio di molti che ci hanno preceduto e che hanno accolto con fiducia l’evento di Dio fattosi uomo.
2019/20 Anno A - III Domenica di Avvento - Domenica 15 dicembre 2019
(14/12/2019)
Is 35,1-6a.8a.10; Sal 145; Gc 5.7-10; Mt 11,2-11
Non è possibile entrare a far parte del nuovo Regno se non si accetta come programma di vita la conversione. Tutti quelli che ritengono di avere dei diritti particolari perché battezzati, perché compiono qualche bella azione, perché seguono le norme stabilite, perché si sentono legittimati nelle loro verità corrono il grosso rischio di ingannarsi e di condurre gli altri all’errore se non prendono sul serio la scelta della conversione propostaci da Giovanni Battista e poi da Cristo stesso. Due possono essere gli atteggiamenti di questo tempo Avvento che stiamo vivendo: l’attesa paziente e trepidante per la venuta del Signore che ci porta gioia nella vita; la certezza che l’incontro con il Signore soprattutto, nei sacramenti, è il momento bello, pieno e significativo che alimenta la nostra fede.
2019/20 Anno A - Immacolata - II Avvento - Domenica 08 dicembre 2019
(07/12/2019)

In questa seconda domenica di Avvento coincidente con la solennità della Immacolata Concezione si accentua la preparazione alle feste natalizie e siamo anche in grado di cogliere il significato del dono che Dio ha fatto all’umanità, inviando suo Figlio in terra. Anzitutto la promessa di Dio prende avvio. Poi conosciamo che Maria diventa mediazione di certezza e modello di vita per tutta la Chiesa e per ogni singolo credente. Infatti lei ci dà l’esempio di un perseverante credere a quella Parola che per il suo sì diventa persona umana. L’Immacolata quindi è scuola di accoglienza e di disponibilità alla volontà di Dio, indispensabili condizioni per poter vivere bene il Natale e vincere il peccato dentro e attorno a noi.
2019/20 Anno A - I Domenica di Avvento - Domenica 01 dicembre 2019
(30/11/2019)

Nuovo anno liturgico. Nuova vita? No, alimentiamo quella che abbiamo già e rendiamola sempre nuova nel via della attesa, della conversione, della rinascita, della risurrezione. Sì, attendiamo sempre qualcosa di nuovo che risponda alle nostre attese. Ma non vogliamo essere coloro che ricercano la novità per un gusto alternativo. Il Vangelo ci dice con autorevolezza di assumere atteggiamenti di attenzione, di vigilanza per riconoscere la costante “novità” che Cristo ci porta con la sua presenza. Se sappiamo farlo non avremo noie e stanchezze da sopportare bensì sperimenteremo la vitalità di una vita cristiana che diventa sempre novità. Il tutto non in maniera magica e automatica ma con la nostra partecipazione sostenuta dalla volontà di convertici e di ri-nascere interiormente.
2018/19 Anno C - Cristo Re - XXXIV T.O. - Domenica 24 novembre 2019
(23/11/2019)
2Sam 5,1-3; Sal 121; Col 1,12-20; Lc 23,35-43
Ci troviamo all'ultima tappa dell'Anno Liturgico, nella quale siamo invitati a contemplare la Regalità di Cristo, conquistata con la forza dell'amore e testimoniata dalla sua morte in croce. Siamo di fronte a una Regalità completamente diversa da quelle che consideriamo noi. Quella di Gesù si fa misericordia con coloro che gli aprono il cuore, perché delusi dai consueti metodi fondati sulla furbizia e lo sfruttamento. Lo conferma l'episodio del buon ladrone, il quale, dopo avere aderito ad ideali di violenza e di brutalità, pensando di trovare la sua realizzazione si rende conto che il Regno può venire soltanto dalla misericordia di Dio, affidata all'amore del Crocifisso. Così incomincia il Regno di Gesù. Nessuna forza costringe al servizio del Cristo - Re.
2018/19 Anno C - XXXIII Domenica T. Ordinario - Domenica 17 novembre 2019
(16/11/2019)
Ml 3,19-20a; Sal 97; 2Ts 3,7-12; Lc 21,5-19
La prossima conclusione dell'Anno Liturgico ci porta ad una riflessione alla luce della fede e della Parola di Dio sui fatti e sugli avvenimenti del nostro tempo. Gli uomini si agitano scaricando sui propri simili le tensioni accumulate, causando devastazioni e morte. Il potere di molti, in varie località, fondato sul terrore e sulla menzogna è penosamente crollato, lasciando in eredità morti e confusione. In tutto questo movimento emerge una luce di speranza, che segna in maniera positiva la vita di ogni credente che si affida a Dio. Siamo tentati di scoraggiamento, assumendo atteggiamenti di passività e di abbandono. Ma la Parola di Dio ci esorta a reagire, tenendo fissa la speranza del Regno, certi di possedere la vita nella pazienza confortata da una promessa che non delude.
2018/19 Anno C - XXXII Domenica T. Ordinario - Domenica 10 novembre 2019
(09/11/2019)
2Mac 7,1-2.9-14; Sal 16; 2Ts 2,16 – 3,5; Lc 20,27-38
La ricorrenza del mese dei morti e anche il brano evangelico ci mettono nella condizione di cercare la luce, oltre l'incombente muro di morte che oscura la vita. L'uomo ha sempre aspirato a possedere possibilità e formule per continuare a vivere. E questo lo fa con la memoria affidata ai monumenti, alle ricorrenze e alle commemorazioni. Elementi utili e significativi che aiutano a dare senso alla vita e alla morte. Ma la fede ci indica una strada ben diversa, che riempie di gioia e di serenità e che parte dalla Risurrezione di Gesù, l'evento portante della nostra fede, ma anche la luminosa meta, verso la quale siamo orientati. L'esistenza è una tensione piena di speranza verso questo fine. Il Cristo ci attende, al di là delle difficoltà che possiamo sperimentare nel credere.
2018/19 Anno C - XXXI Domenica T. Ordinario - Domenica 03 novembre 2019
(02/11/2019)
Sap 11,22 – 12,2; Sal 144; 2Ts 1,11 – 2,2; Lc 19,1-10
In ogni istante del nostro vivere il Signore passa sotto l’albero, sfiora dal basso la nostra vita e ci interpella. «Oggi per questa casa è venuta la salvezza». Sì, abbiamo l'«oggi» per accogliere la sua presenza e la sua liberazione: ieri è passato, il domani non ci appartiene. È nell'oggi che possiamo trasformare il nostro desiderio di incontro con Lui. Significativo che Gesù dica: “Devo fermarmi da te”. Il suo è l'imperativo costante nel cercare l'uomo; non è ubbidienza ad una regola o ad un comando del Padre, è l'imperativo che nasce dal suo cuore. È il suo imperativo d'amore che sovrasta la piccolezza (Zaccheo era piccolo di statura), che va in cerca di chi è perduto (Zaccheo era nascosto tra le fronde dell'albero), che scardina le convenzioni (Zaccheo era un pubblicano rifiutato), che si mette a servizio dell'altro (Gesù guarda Zaccheo dal basso verso l'alto).
2018/19 Anno C - XXX Domenica T. Ordinario - Domenica 27 ottobre 2019
(26/10/2019)
Sir 35,15b-17.20-22a; Sal 33; 2Tm 4,6-8.16-18; Lc 18,9-14
Salire al tempio a pregare. È un gesto che facciamo, penso, spesso. Ci si riunisce per fare comunità, per nutrirci della Parola del Signore e dell'Eucarestia. Ma cosa c'è di autentico in quello che facciamo? Forse pensiamo di avere fatto tutto, perché abbiamo lasciato la casa e ci troviamo in chiesa. La Parola arriva e non ci tocca. Usciamo di chiesa e siamo come prima di entrare. Il nostro cuore non ha maturato propositi nuovi. Continuiamo a rimandare alla settimana successiva un incontro che si ripeterà secondo copione: ci sentiamo soddisfatti perché abbiamo fatto il nostro atto di culto. Eppure ogni messa inizia con l'Atto penitenziale, proprio perché ci viene chiesta l'onestà di un sincero esame di coscienza, per riconoscere che davanti a Dio, dobbiamo porci in atteggiamento di umile conversione.
2018/19 Anno C - XXIX Domenica T. Ordinario - Domenica 20 ottobre 2019
(19/10/2019)
Es 17,8-13; Sal 120; 2Tm 3,14 – 4,2; Lc 18,1-8
Come mai Dio non ascolta le nostre preghiere e non fa regnare la giustizia nel mondo? Eppure noi invochiamo proprio il suo Regno, anche recitando la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato. Ma ne siamo veramente sicuri? Nel momento in cui descrive la salita di Gesù verso Gerusalemme San Luca ha il coraggio di citare le parole del Signore, nelle quali si proclama la pronta risposta di Dio alle nostre invocazioni di giustizia. Stupisce forse che termini con un'espressione d'inquietudine: «Ma il Figlio dell'Uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». La fede consiste nell'accettare la morte della nostra idea di Dio per accogliere Lui come Persona. Forse ciò comporta la scoperta di un altro ordine di realtà, non visibile immediatamente, ma più reale di quanto possa apparire e carico di eternità.
2018/19 Anno C - XXVIII Domenica T. Ordinario - Domenica 13 ottobre 2019
(12/10/2019)
2Re 5,14-17; Sal 97; 2Tm 2,8-13; Lc 17,11-19
La parola di Gesù ridona la vita, guarisce l'anima dalle ferite del peccato e restituisce la libertà contro tutti i vincoli legalistici imposti da una visione troppo calcolata della fede, considerata come la conseguenza di diritti acquisiti. Il miracolo dei dieci lebbrosi guariti da Gesù mette in evidenza proprio un cammino di apertura e confidenza che il credente dovrebbe avere verso Dio, il quale ci fa dono del suo amore, chiamandoci a far parte della Chiesa, attraverso la grazia dei sacramenti. Siamo salvi per un grande dono d'amore, che Gesù ci ha procurato con la sua morte e risurrezione. Nessuno di noi si procura la salvezza da solo, perché è dono di Dio, che attende un riconoscente impegno di conversione, un cambiamento di vita sostenuto dalla grazia di Dio.
2018/19 Anno C - XXVII Domenica T. Ordinario - Domenica 06 ottobre 2019
(05/10/2019)
Ab 1,2-3; 2,2-4; Sal 94; 2Tm 1,6-8.13-14; Lc 17,5-10
Colui che si è messo sinceramente a servizio del Vangelo può essere colto da sentimenti contraddittori. A volte c’è l'avvilimento: pare che il male trionfi dappertutto e sembra impossibile redimere l'umanità. Ma giunge l'esperienza bruciante della potenza della fede, per cui, là dove pareva che niente dovesse germogliare, sorgono improvvisamente l'incontro, la vita e l'amore. Allora è possibile comprendere le parole di Gesù: la fede trasporta le montagne. L'autenticità della presa di coscienza di questi fatti può suscitare in noi l'umiltà e il ringraziamento. La forza della fede non viene da noi, ma da Dio. È Lui che ci illumina e ci fortifica, proprio come Maria, la quale esclama: “grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e santo è il suo nome”.