PENSIERO LUCE

E' una breve riflessione settimanale sulla Parola di Dio.
Offre uno spunto per illuminare la nostra giornata festiva
e la nostra settimana.


2019/20 Anno A - XX Domenica T. Ordinario - Domenica 16 agosto
(15/08/2020)
Is 56,1.6-7; Sal 66; Rm 11,13-15.29-32; Mt 15.21-28
Non ci sono limiti per la forza dello Spirito, che spinge Gesù oltre i confini della Palestina, per incontrare in terra straniera gente alla ricerca della verità che salva. Il Vangelo di questa domenica narra un miracolo compiuto da Cristo a favore di una donna, che non apparteneva al popolo della legge, facendo così saltare tutte le barriere culturali, razziali e anche di religione. Il comportamento di Gesù sostiene la Chiesa nel cammino missionario, che la caratterizza come Comunità inviata agli uomini di tutto il mondo, la quale non ha bisogno di leggi fatte dagli uomini per vivere la dimensione della fraternità. Ogni battezzato è cristiano in qualsiasi parte della terra, per poter così chiamare «fratello» ogni uomo, anche colui che è ancora in ricerca o non “conosce” ancora la novità del vangelo.
2019/20 Anno A - XIX Domenica T. Ordinario - Domenica 09 agosto 2020
(08/08/2020)
1Re 19,9a.11-13a; Sal 84; Rm 9,1-5; Mt 14,22-33
Non è elemento che riguardi soltanto gli altri, dal momento che anche sul credente si stende spesso il velo dell'incertezza e si abbatte il turbine del dubbio che genera paura. I cristiani hanno conosciuto lunghe stagioni di cruenta persecuzione, che non ha mai abbandonato del tutto la Chiesa. Anche oggi abbiamo persecuzioni violente e in alcuni contesti meno vistose ma pur sempre dolorose. E qualche volta si ha la netta impressione di vedere crollare tutto davanti a noi, per gli enormi ostacoli che vengono sollevati. Tuttavia basta la presenza di una persona amica e tutto ritorna normale. Basta sentirsi chiamare per nome, perché ritorni il sereno in noi e la voglia di vivere. La fede ha proprio questa funzione: accompagnare il credente lungo il cammino della vita e sostenerlo di fronte alle avversità che incontra.
2019/20 Anno A - XVIII Domenica T. Ordinario - Domenica 02 agosto
(01/08/2020)
Is 55,1-3; Sal 144; Rm 8,35.37-39; Mt 14,13-21
Nella realtà della storia dell'egoismo umano è ricorrente il discorso che nel mondo siamo in troppi, per cui se non si ricorre ai ripari sarà la catastrofe. Bisogna programmare per trovare una rapida soluzione. E in questo vediamo come l'uomo si manifesta infinitamente superiore alla legge naturale del più forte. Infatti i tanti programmi internazionali parlano di vero e proprio sterminio di vite umane, in barba alle più elementari norme del convivere sociale e umano. Ma il rapporto resta sempre lo stesso: pochi che godono della maggior parte dei beni, mentre la maggioranza è destinata a scomparire oppure a diventare richiamo di attrazione del turismo occidentale. Eppure il vangelo di oggi è molto chiaro: i problemi si risolvono con la regola della condivisione, che si ispira all'amore, e non con quella dell’ingiustizia.
2019/20 Anno A - XVII Domenica T. Ordinario - Domenica 26 luglio
(25/07/2020)
1Re 3,5.7-12; Sal 118; Rm 8,28-30; Mt 13,44-52
Spesso siamo angosciati perché vogliamo possedere le cose, che non ci bastano mai. E così s'innesca un meccanismo che non ci procura tranquillità e riposo. La nostra preoccupazione si ferma al possesso che diventa purtroppo una specie di divinità, alla quale immoliamo l'esistenza. E così progressivamente nasce attorno a noi il vuoto, mentre annaspiamo nel buio, alla ricerca di quello che le cose non sono in grado di fornirci. Infatti dimentichiamo spesso che il tesoro che stiamo cercando è di qualità infinitamente superiore di quanto è già in nostro possesso. Per cui bisogna buttare via ciò che illude, per tenere quello che vale. E in questo lavoro dovremmo confidare di più nella parola di Gesù, che ci fornisce le regole e i mezzi per raggiungere l’autentica ed essenziale ricchezza.
2019/20 Anno A - XVI Domenica T. Ordinario - Domenica 19 luglio
(18/07/2020)
Sap 12,13.16-19; Sal 85; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43
Non si può dire che il male non imperversi nel mondo intero! Ve n’è in ogni angolo della terra. Ingiustizie, odio, guerre e cattiverie serpeggiano ovunque. Se noi fossimo al posto di Dio, elimineremmo immediatamente questi mali, che ostacolano la nascita di un mondo migliore. Ma pensando così dimostriamo di non appartenere al Dio di Gesù Cristo. Anzi di conoscerlo molto poco o, peggio, male. Il Regno dei cieli non si impone con la forza. Nasce dentro un'umanità peccatrice, trasformata lentamente dall’amore. Si tratta allora di continuare a lavorare con fiducia, anche se il bene si vede poco, perché il seme è piccolo, con la certezza nel cuore, che esso crescerà fino ad accogliere tutti gli uomini. E poi non siamo noi a trasformare il terreno degli uomini. Già fatichiamo a dissodare il nostro!
2019/20 Anno A - XV Domenica T. Ordinario - Domenica 12 luglio
(11/07/2020)
Is 55,10-11; Sal 64; Rm 8,18-23; Mt 13,1-23
Ciascuno di noi spera sempre in una vita migliore. Eppure quante difficoltà ostacolano la realizzazione dei progetti! Spesso i cristiani si lasciano opprimere dalla paura, rinunciando alla speranza che nasce dalla fede nel Risorto. Ascoltando la Parola di Gesù, ci rendiamo conto che l'attesa di un mondo migliore non è utopia. È importante che il credente dia credito alla Parola che il Signore semina nel nostro cuore, perché porti corpo alle attese secondo le promesse fatte. La realizzazione dei programmi dovrà avere la garanzia della disponibilità ad «accogliere il germe della parola, perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace». Il Signore non lesina la sua semente a nessuno. Tuttavia è nostro compito che tale semente porti frutto in abbondanza, se non altro nella misura che possiamo.
2019/20 Anno A - XIV Domenica T. Ordinario - Domenica 05 luglio
(04/07/2020)
Zc 9,9-10; Sal 144; Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30
Oggi la pubblicità ha una parte rilevante. Con essa si vende tutto, perfino le ideologie. Allora perché non usare lo stesso metodo anche con la Religione? Bisogna pure che la Parola di Dio venga proclamata e conosciuta. Anche il cristiano deve cercare di farsi intendere. I Profeti e Gesù stesso, hanno organizzato la loro azione, adoperando le forme espressive adatte ai loro tempi. Ma hanno sempre sottolineato la relatività di questi mezzi. La Buona Novella non può essere assimilata ad un qualsiasi prodotto pubblicitario. Il messaggio evangelico si è diffuso partendo dall'evento più anti pubblicitario che esista: la croce di Gesù Cristo. Proprio attraverso questo appello silenzioso Gesù ha comunicato l'autentico significato della sua azione pubblica, perché solo un gesto di amore può parlare veramente dell'amore.
2019/20 Anno A - XIII Domenica T. Ordinario - Domenica 28 giugno
(27/06/2020)
2Re 4,8-11.14-16a; Sal 88; Rm 6,3-4.8-11; Mt 10,37-42
L'amore non domanda una “devozione” a metà, ma chiede tutto. Quando poi il partner è Dio, non ci devono essere calcoli o mezze misure, perché o si è «con lui» o «contro di lui». Gesù, proprio perché ci ha amati di infinito amore, ci ha donato tutto se stesso, continuando la sua presenza in mezzo a noi nel sacramento dell'Eucaristia. In questo vi sono tutti i motivi per farsi portatori della parola e del messaggio evangelico, ben sapendo che questa missione può scontrarsi con l'incomprensione di coloro che hanno posto la propria sicurezza nelle cose e l'ostinata cocciutaggine di chi rifiuta l'appello della verità, che rende liberi. Comunque anche il più sicuro di sé ha bisogno prima o poi del bicchiere di acqua. Troverà qualcuno che in libertà glie lo porge? Non è solo questione di ricompense!
2019/20 Anno A - XII Domenica T. Ordinario - Domenica 21 giugno
(20/06/2020)
Ger 20,10-13; Sal 68; Rm 5,12-15; Mt 10,26-33
Per tre volte Gesù invita i suoi discepoli a non aver paura. È un invito che si ripete spesso nella Scrittura espresso in tutte le declinazioni possibili proprio perché la paura, il timore, la preoccupazione, il sospetto sono connaturali all'uomo, uno strumento di difesa dall'inconoscibile, un richiamo al pericolo. Se la paura è spesso indispensabile per la sopravvivenza non lo dovrebbe essere per amare. Eppure la nostra epoca è caratterizzata, nonostante la raffinatezza tecnologica, l'ampiezza relazionale, dalla paura. Abbiamo timore degli altri, del domani, della morte, dell’amore… mentre il vangelo ci chiede di porre fiducia in Dio Padre. Se Dio ha cura di due passerotti e persino di un insignificante capello del capo, dobbiamo sentire la certezza che Egli ci sta vicino e non ci abbandona. E noi possiamo fare altrettanto.
2019/20 Anno A - Corpus Domini - Domenica 14 giugno
(13/06/2020)
EzDt 8,2-3.14b-16a; Sal 147; 1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58
Ogni persona per vivere ha bisogno di adeguata alimentazione. L'Eucaristia, che oggi celebriamo con solennità speciale è il cibo che Gesù ci ha lasciato, perché possiamo conseguire la vita eterna. Nel pane e nel vino consacrati il credente scopre un sostanziale nutrimento che, mettendolo in comunione con Gesù e con i fratelli, lo incita a fare della propria vita «un pane spezzato». È il frutto naturale della comunione, della lode, della gratitudine, della richiesta di aiuto. È la prova chiara ed evidente, che la comunione ricevuta diventa vera, perché la vita diviene donazione, incontro, capacità di condivisione, gioia di dare, proprio come Cristo nell'Eucaristia, che si dona senza risparmio, perché noi possiamo diventare «uno». L’essere privati o privarsi di questo cibo indebolisce le forze spirituali fino a farci perire.
2019/20 Anno A - SS. Trinità - Domenica 07 giugno
(06/06/2020)
Es 34,4b-6.8-9; Cant. Dn 3,52-56; 2Cor 13,11-13; Gv 3,16-18
Chi è Dio? Questa domanda ha sempre provocato gli uomini, i quali si sono dedicati a lunghi lavori di speculazione, nel tentativo di rispondere al problema. E così molti hanno fatto di tutto per catturare Dio, presentandolo nelle maniere più strane e vedendolo secondo quello che fa più comodo. E allora Dio è risultato lontano e indifferente alla nostra condizione; oppure è un Dio che castiga i nostri errori. Ma il vero Dio può manifestarsi soltanto dopo la scomparsa di queste illusioni. Noi crediamo così, che Dio ci ha manifestato il suo vero volto nella morte e risurrezione di Gesù il Figlio «servo fedele e amato» dal Padre, ripieno del suo Spirito. Questa verità non è un'affermazione formale e vuota. È una luce affascinante, che illumina tutta la vita con la carica di un amore sempre presente e sperimentabile.
2019/20 Anno A - Pentecoste - Domenica 31 maggio
(30/05/2020)
At 2,1-11; Sal 103; 1Cor 12,3b-7.12-13; Gv 20,19-23
Salendo al cielo Gesù aveva promesso ai suoi Apostoli il dono dello Spirito Santo. Raccontano gli Atti degli Apostoli, che mentre «si trovavano tutti insieme nello stesso luogo, venne all'improvviso dal cielo un rombo». È l'irruzione dello Spirito, che rende nuove tutte le cose, infondendo forza e coraggio alla piccola comunità di credenti formatasi da poco e mandata nel mondo intero per l'evangelizzazione di tutti gli uomini. La Pentecoste segna una tappa fondamentale nella storia del Nuovo Popolo di Dio, che ora si presenta al mondo con la sua autentica identità di «popolo in cammino», per formare l’umanità che riconosce, che adora, che testimonia la realtà di un Dio che si è fatto carne, ci ha salvati con la sua croce, è presente con il suo Spirito.
2019/20 Anno A - Ascensione del Signore - Domenica 24 maggio
(23/05/2020)
At 1,1-11; Sal 46; Ef 1,17-23; Mc 28,16-20
Gesù convoca i suoi apostoli sul monte e dopo averli inviati a recare a tutti gli uomini il Vangelo, lascia la terra e sale verso il cielo, per «sedersi alla destra del Padre», dal quale riceve la Signoria su tutto l'universo. È la conclusione del mistero pasquale di Gesù, venuto in terra per salvare gli uomini con la sua morte di croce e la sua risurrezione. Tuttavia, mentre lascia i suoi apostoli li investe anche di autorità e della missione, che dovrà perpetuare nei secoli la sua presenza, confortata dall'assistenza continua e perenne dello Spirito. Quindi non siamo di fronte ad un abbandono da parte di Gesù, ma ad una investitura che coinvolge il cristiano a farsi portatore della bella notizia di una Vita dopo questa vita. Chiamati ad ascendere anche noi!
2019/20 Anno A - VI Domenica di Pasqua - Domenica 17 maggio
(16/05/2020)
At 8,5-8.14-17; Sal 65; 1Pt 3,15-18; Gv 14,156-21
Quante volte ci rendiamo conto della vera identità di una persona buona soltanto dopo la sua morte. E allora ci sentiamo spronati a seguirne gli esempi ereditati. Anche Gesù sapeva che dopo la sua Ascensione al cielo i suoi apostoli avrebbero ritrovato il coraggio e la forza di annunciare al mondo intero la sconvolgente esperienza, che aveva cambiato la loro vita. Questa forza ha un nome preciso: Spirito Santo, che non significa soltanto aggregazione dall'esterno al numero dei discepoli di Gesù, ma anche animazione a sentirsi coinvolti dallo stesso dinamismo di Dio, per partecipare alla pienezza di comunione con Lui e con i fratelli di umanità che ci strappa da ogni solitudine, divenendo «nuove creature» capaci di vivere nella fedeltà a Dio Padre.
2019/20 Anno A - V Domenica di Pasqua - Domenica 10 maggio
(09/05/2020)
At 6,1-7; Sal 32; 1Pt 2,4-9; Gv 14,1-12
Il problema di Dio e della sua esistenza ha sempre interessato gli uomini. E nel nome di Dio gli uomini si sono anche divisi, opponendosi gli uni agli altri e spesso pretendendo di esserne gli unici interpreti. Gesù ci ha rivelato Dio e il suo amore, presentandocelo come Padre buono, che va in cerca dell'uomo, al quale promette vita eterna e felicità che non tramonta. E il Figlio, che il Padre manda in terra, ci permette di misurare fino in fondo l'intensità di questo amore eterno, provvidente e fedele. Così l'esistenza umana di Gesù Cristo, che si conclude con la morte di croce, diventa la vera rivelazione dell'Altissimo e la prova inconfutabile della paternità divina mediante la Risurrezione. Dio continua a manifestarsi nel Risorto di cui la Chiesa diventa la testimone.
2019/20 Anno A - IV Domenica di Pasqua - Domenica 3 maggio
(02/05/2020)
At 42,14a.36-41; Sal 22; 1Pt 2,20b-25; Gv 10,1-10
La storia ci enumera una serie ininterrotta di persone, che si sono presentate sul palcoscenico della vita con chiarissime aspirazioni di guide, che sono anche riuscite a sedurre le folle. Ma l'entusiasmo suscitato ha portato ben presto alla disillusione e, in vari casi, anche alla catastrofe. «Arrivisti e assetati di potere», vengono definitiva Gesù, «ladri e briganti». Anziché pascolare il gregge, l'hanno condotto al macello. Gesù si presenta come pastore. Titolo senza pretese, ma che esprime unicamente una volontà di servizio, perché il pastore è colui che cura, guida, orienta e conduce verso luoghi sicuri. E lo fa al prezzo della propria vita, come suprema prova di amore che sa donare a tutti noi.
2019/20 Anno A - III Domenica di Pasqua - Domenica 26 aprile
(25/04/2020)
At 2,42-47; Sal 117; 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31
I cristiani annunciano il Regno di Dio, dove finalmente è possibile vivere. Eppure ogni giorno constatiamo ingiustizia, frodi, cattiverie, che si abbattono contro i più deboli. È possibile allora continuare a credere e a sperare? La triste realtà che ci circonda forse non mette in crisi la nostra fede? Questa domanda preoccupava anche i discepoli di Gesù dopo la sua morte di croce. Eppure Gesù si mette al loro fianco, per camminare con loro e aiutarli a recuperare la certezza della fede. Noi spesso giudichiamo la storia e la vita fermandoci spesso alla superficie e all'involucro che avvolge gli avvenimenti. Gesù ci dice che dobbiamo rileggere la Scrittura e anche gli eventi della nostra vita, lasciandoci guidare dalla sua Parola confermata dalla sua Risurrezione.
2019/20 Anno A - II Domenica di Pasqua - Domenica 19 aprile
(18/04/2020)
At 2,42-47; Sal 117; 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31
Fino a quasi due mesi fa le strade erano intasate dalle macchine in marcia per il lavoro, lo svago, le località turistiche. Nei giorni pasquali una frenesia generale si impadroniva di molti di noi, alla ricerca di giornate distensive e liberanti. Tuttavia, dopo la pausa di qualche giorno, si riprendevano le solite occupazioni, in attesa dell’arrivo delle ferie. Noi cristiani però siamo invitati ad un altro movimento di massa. Infatti non si tratta di raggiungere qualche luogo di villeggiatura, ma di un esodo, in grado di mutare le nostre scelte quotidiane. Infatti mettendoci al seguito di Cristo, siamo capaci di gustare gli spazi di una nuova liberazione, che ci ricrea dal di dentro. Siamo consapevoli di essere in marcia verso una patria definitiva. Nel Risorto, che appare, cogliamo e tocchiamo questa verità!
2019/20 Anno A - Domenica di Pasqua - Domenica 12 aprile
(11/04/2020)
At 10,34a.37-43; Sal 117; Col 3,1-4 opp. 1Cor 5,6-8; Gv 20,1-9 (sera: Lc 24,13-35)
Il cammino quaresimale, caratterizzato dalla preghiera intensa, dalle opere della penitenza, da tanti gesti di carità - e quest’anno anche da un tempo di deserto/distacco dalla consueta quotidianità - dovrebbe aver prodotto in noi la conversione, che ci fa sentire creature nuove, risorte insieme a Gesù. In questa grande festa di Pasqua sono tanti gli elementi che ci vengono offerti dalla Liturgia per cogliere con forza il richiamo della nuova vita, che esplode prepotentemente con la Risurrezione di Gesù dai morti, donata a noi per mezzo del sacramento del Battesimo. Allora celebrare la Pasqua significa recuperare un po’ di gioia della festa attraverso la consapevolezza che con Cristo risorto tutto risorge, anche la nostra vita. Buona Pasqua a tutti!
2019/20 Anno A - Domenica delle Palme - Domenica 05 aprile
(04/04/2020)
Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Mt 26,14 – 27,66
La grande settimana santa inizia con la domenica di Passione, nella quale solitamente vi partecipiamo con il suggestivo rito della benedizione dell'ulivo. Portando in mano il rametto di questa pianta, dichiariamo la nostra fede in Gesù, disposti a seguirlo nella sua Passione. E credo che quest’anno anche noi, chi in un modo chi nell’altro, stiamo vivendo la nostra passione. Ci auguriamo che la conclusione del viaggio di questi giorni porti a tutti una significativa e rivoluzionaria resurrezione, nel senso che la Pasqua la possiamo gustare pienamente, apprezzare nel profondo, vivere nella riscoperta intensa del nostro essere cristiani. Non rifiutiamo, quindi, di assecondare quanto la fede ci propone per non sentirci soli bensì sostenuti da Cristo Gesù.